Luoghi di Cesena

Clicca su uno dei luoghi di Cesena e scopri le sue molteplici storie e i percorsi a cui è legato.
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Abbazia del Monte

Le origini dell’abbazia risalgono ai primi decenni del X secolo e si legano ai luoghi di preghiera del vescovo San Mauro da Cesena. In seguito a gravi e ripetute distruzioni perpetratesi nel corso del Trecento, il monastero conobbe una stagione di prosperità che lo portò a raggiungere, nel XVI sec. l’attuale conformazione a tre chiostri. Ispirato ad un disegno del Bramante, il progetto vide direttamente impegnati artisti quali Scipione Sacco, Girolamo Longhi, Francesco Masini e Francesco Morandi. L’abbazia si arricchì così di elementi unici, tra cui la sala capitolare, lo scalone monumentale, il pozzo, il coro ligneo, a cui si aggiunsero capolavori come la pala del Francia e la decorazione della cupola eseguita da Giuseppe Milani (1768). Superate indenne le soppressioni napoleoniche, durante l’ultimo conflitto l’abbazia diede riparo a numerose famiglie sfollate e a parte dei preziosi manoscritti della B. Malatestiana, ma ciononostante fu colpita da devastanti bombardamenti. Oggi, conserva un’importante collezione di ex voto che testimoniano la secolare storia del complesso, della città e dei suoi abitanti.

Si ringrazia FAI - Delegazione di Cesena.

Le storie di Abbazia del Monte:
Biblioteca Malatestiana

Opera di Matteo Nuti da Fano, la biblioteca fu fatta edificare tra il 1447 e il 1452 da Malatesta Novello, all’interno dell’allora convento dei Frati Minori Francescani. Alla sua morte Novello decise di farne dono alla città e da allora, nonostante il complesso monastico abbia subito consistenti trasformazioni, questo spazio è rimasto inalterato, conservando l’atmosfera raccolta e silenziosa, i plutei lignei, i codici miniati, il portale di accesso opera di Duccio di Buoninsegna. Dal 2005 è inserita nel Registro della Memoria del Mondo UNESCO.

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Le storie di Biblioteca Malatestiana:
Casa di Cura San Lorenzino

Primo ospedale privato di Cesena, iniziò la sua attività nel 1938 e subito divenne un punto di riferimento del territorio. Gli inizi si incrociano con le drammatiche vicende del secondo conflitto mondiale. Infatti, oltre che garantire assistenza sanitaria alla popolazione, la Casa di Cura, per iniziativa del fondatore, dottor Elio Bisulli, e con la collaborazione del professor Achille Franchini, divenne anche un temporaneo rifugio sicuro per quanti, colpiti dalle persecuzioni razziali, sarebbero stati portati in salvo da Odo Contestabile, monaco dell’Abbazia del Monte di Cesena.

Da P. Poponessi, Accadde a Cesena.

Le storie di Casa di Cura San Lorenzino:
Corso Ubaldo Comandini

Corso Comandini, ultimo tratto orientale della via Emilia racchiuso all’interno della cinta muraria della città e un tempo noto come via del Borgo dei Santi, rappresenta la spina dell’espansione che Cesena registrò dal 1444 al 1468 per volere di Papa Paolo II. Tale espansione, che si snoda da via del Serraglio fino a Porta Santi, fu l’ultima a modificare il profilo delle mura, facendo sì che queste assumessero la peculiare forma a scorpione che ancora oggi le identifica. Sulla via si affacciano palazzi e abitazioni di grande importanza storica per la città, tra cui Palazzo Guidi, dove furono ospitati numerosi personaggi illustri tra cui Napoleone Bonaparte e sede attuale del Conservatorio Maderna, Casa Ubaldo Comandini, e la Casa delle sorelle Jacchia.

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Le storie di Corso Ubaldo Comandini:
Palazzo del Ridotto

Noto anche come Palazzo del Capitano, rappresentava in epoca medievale uno dei più importanti luoghi di potere della città, sede del Podestà e del Consiglio dei Conservatori. Tuttavia, sul finire del XV secolo, gli organi di governo furono trasferiti a Palazzo Albornoz e il palazzo divenne il Ritrovo (Ardòt) dei Nobili, da cui derivò il nome di Ridotto. Nel 1782, per celebrare la visita di Papa Pio VI alla sua città natale, fu commissionata all’architetto Cosimo Morelli una nuova facciata monumentale, al centro della quale campeggia la statua benedicente del papa, opera bronzea dello scultore cesenate Francesco Calligari (1791). A protezione del popolo cesenate, durante la Seconda guerra mondiale sulla torre campanaria venne installata la sirena antiaerea.

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Le storie di Palazzo del Ridotto:
Piazza del Popolo

La piazza assunse il ruolo nevralgico che ancora oggi ricopre in epoca Malatestiana, quando le pendici del colle Garampo furono rimodellate grazie alla realizzazione della Rocchetta di Piazza. Caratterizzata dalla cosiddetta Loggetta Veneziana e dal torrione del Nuti, la fortificazione che domina il lato sud della piazza, connetteva il nuovo centro del potere, Palazzo Albornoz (oggi Palazzo Comunale), al più importante presidio difensivo della città, la Rocca Malatestiana. Sul lato opposto, si alternavano case e botteghe di impianto medievale, divenuti nel tempo luoghi chiave della storia locale, tra cui l’ex albergo Leon d’Oro, la seicentesca Chiesa dei SS. Gioacchino e Anna, e Casa Saralvo, riconoscibile dalle cornici stellate che ne decorano le finestre. Il lato ovest fu invece aperto nel 1861. Lo sventramento del Borgo Chiesanuova lasciò la piazza priva del quarto lato, senza però privare lo spazio collettivo del suo centro di gravità, che dal 1591, è rappresentato dalla fontana monumentale, capolavoro di Francesco Masini.

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Le storie di Piazza del Popolo:
Rocca Malatestiana

L’attuale Rocca Malatestiana, posta sul colle Garampo, sorge in parte sui resti di una più estesa e antica fortificazione, distrutta nel 1377 dai Bretoni. Edificata dalla famiglia Malatesta a partire dal 1380, fu adattata nel 1500 da Cesare Borgia alle nuove armi da fuoco. Nel 1502 Leonardo Da Vinci, ospite del Valentino, ne eseguì un accurato rilievo che testimonia quanto poco sia cambiato da allora. La cinta, caratterizzata dall’alternarsi di torri poligonali e circolari, camminamenti interni, spalti esterni e bombardiere “alla franzosa”, si apriva sulla piazza d’armi dove ancora oggi si stagliano i due punti chiave della strategia ossidionale: il Maschio e la Femmina, torri destinate ad offrire l’estrema difesa in caso di assedio. Destinata a carcere in epoca napoleonica, conserverà tale funzione anche durante la Seconda guerra mondiale, quando alla base del colle, in breccia alle mura affacciate su viale Mazzoni fu realizzato il principale rifugio antiaereo della città. Il Parco della Rocca fu inaugurato come Parco della Rimembranza nel 1922.

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Le storie di Rocca Malatestiana: